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Napoli | prima festa nazionale dell'agricoltura sociale a Chiaiano

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Il sindaco di Napoli, De Magistris, è intervenuto alla prima festa nazionale dell'agricoltura sociale

Redazione Online

Festa dell'agricoltura sociale
Festa dell'agricoltura sociale

NAPOLI | Incentivare uno sviluppo economico sostenibile, rispettando e valorizzando le risorse del territorio, riciclando i rifiuti per poterli riutilizzare, è una sfida all’economia che produce ricchezza, consumando e distruggendo; ma anche un’opportunità da cogliere, in questo stato di crisi della produttività che immobilizza la crescita. Questo, il messaggio della prima festa nazionale dell'agricoltura sociale che si è svolta sabato e domenica scorsi, presso il fondo rustico di Chiaiano: «Selva Lacandona-Lamberti», proprio nell'area del fondo, un tempo appartenuto ai clan e poi confiscato.

 SIGNIFICATO DELL’EVENTO | In questo luogo, si è organizzata questa festa, che ha dato vita a un dibattito su «Le nuove agricolture per una diversa economia», al quale ha partecipato anche il sindaco di Napoli, Luigi De Magistris, entusiasta e compiaciuto di questo progetto: « Napoli è questa. Una città in cui le battaglie dei cittadini hanno consentito che questo territorio si trasformasse da terra della discarica a terra della ciliegia. Una città in cui un bene come questo, sottratto al potente clan dei Nuvoletta-Polverino-Simeoli, viene restituito ai cittadini e alle associazioni che ne fanno uno spazio di dibattito, festa, produzione agricola, inserimento di giovani a rischio», ha detto, in presenza di associazioni e coop provenienti da tutta Italia che, sul fondo, hanno installato i loro stand con vendita di prodotti dell'agricoltura sociale e oggetti ricavati dal riuso/riciclo del materiale di rifiuto.

UN MODO PER RIVOLUZIONARE L’ECONOMIA | Sulle prospettive di questo nuovo modo di concepire la produttività, il sindaco, ha messo l’accento sull’importanza di «Aver liberato questi territori dalla camorra, facendo economia reale con agricoltura sociale, rifiuti zero, riciclaggio». Ed ha fatto presente che ci sono intere aree della città che il Comune, per mancanza di risorse, non può riqualificare, perciò vanno affidate ai cittadini, in quanto sono beni comuni» Non a caso, ha designato un assessore ad hoc, per definire le proprietà collettive. Alla fine del dibattito, il sindaco, insieme alle associazioni e ai cittadini, ha piantato un cedro del Libano nell'area del fondo.

Domenica 23 giugno 2013

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