Problema minori a rischio, a causa della chiusura di molte case famiglia

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Napoli | gli operatori sociali delle case famiglia reclamano i loro diritti

Problema minori a rischio, a causa
della chiusura di molte case famiglia

Dialogo difficile tra Comune e operatori del terzo settore, che chiedono il pagamento arretrato di 30 mesi di lavoro

Redazione Online

Presidio operatori sociali
Presidio operatori sociali

NAPOLI | Il gruppo di operatori sociali delle case famiglia per minori e donne-madri, chiedono con fermezza e concretezza il riconoscimento di almeno 20 mesi di pagamenti arretrati. Da ormai 15 giorni, presidiano il Comune di Napoli, per rendere visibile questa loro rivendicazione. Gli incontri con gli assessori comunali, per trovare un accordo, sembravano aver trovato una via di conciliazione ma poi in concreto, si sono conclusi con un nulla di fatto.

TENTATIVI DI MEDIAZIONE FALLITI | Al termine dell’ultima estenuante trattativa, il consiglio comunale ha deciso per il riconoscimento di 15 mesi di pagamenti arretrati, dichiara il portavoce degli operatori sociali. Il quale ribatte: «Noi chiediamo il riconoscimento di almeno 20 mesi di pagamenti arretrati». A fronte di questa richiesta, il consiglio comunale, ha fatto riferimento a delle somme aggiuntive che dovranno pervenire nelle casse del Comune. Ma non ha stabilito i tempi e i modi. Gli operatori chiedono scadenze chiare, non promesse che probabilmente non potranno essere mantenute. Inoltre allungare i tempi, in attesa arrivino le somme, per gli operatori è insostenibile, perché non permetterebbe loro di riprendere le loro attività, al momento bloccate per mancanza di fondi.

ABBANDONATI I MINORI A RISCHIO | Intanto, a causa della chiusura di molte case famiglia, il problema dei minori a rischio, negli ultimi tempi, è peggiorato. È intervenuto a riguardo anche il Tribunale dei minori, per segnalare quest’urgenza. Emblematico il caso, avvenuto in questi giorni, di un bambino di 12 anni, trovato in strada dalla polizia in condizioni precarie, che in assenza di una casa famiglia in condizione di ospitarlo, è stato costretto a passare la notte al dormitorio pubblico.

Sabato 22 giugno 2013

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